Nuoto in estate: tutti i benefici e perché l'allenamento "a secco" è fondamentale
Con l'arrivo dell'estate aumenta la voglia di praticare attività fisica all'aria aperta e in acqua. Per molti è il momento ideale per tornare in piscina, allenarsi in mare o preparare le competizioni della stagione. Che si tratti di nuotatori agonisti, triatleti o semplici appassionati, il nuoto rappresenta una delle discipline più complete per mantenersi in forma e migliorare il proprio benessere.
Ma, come ogni sport, anche il nuoto richiede una preparazione adeguata. Se da un lato è considerato un'attività a basso impatto per le articolazioni, dall'altro sottopone il corpo a sollecitazioni ripetitive che, nel tempo, possono favorire l'insorgenza di dolori e infortuni.
Perché il nuoto fa bene?
Il nuoto coinvolge praticamente tutti i distretti muscolari e permette di allenare contemporaneamente resistenza, forza, coordinazione e controllo motorio.
Tra i suoi principali benefici troviamo il miglioramento della funzionalità cardiovascolare e respiratoria, un incremento della forza muscolare e della resistenza, oltre a una maggiore mobilità articolare. L'acqua, grazie alla sua spinta idrostatica, riduce inoltre il carico sulle articolazioni, rendendo questa disciplina adatta anche a chi presenta problematiche alla schiena, alle anche o alle ginocchia o è alla ricerca di un'attività fisica a basso impatto.
Oltre agli aspetti puramente fisici, il nuoto contribuisce anche al benessere psicologico. Il movimento in acqua, infatti, favorisce il rilassamento, aiuta a ridurre lo stress e migliora la qualità del sonno.
Il falso mito: "Il nuoto non provoca infortuni"
Essendo praticato in assenza di impatti con il terreno, il nuoto viene spesso considerato uno sport privo di rischi. In realtà non è così.
La continua ripetizione del gesto tecnico della bracciata sottopone soprattutto la spalla, ma anche il tratto cervicale e dorsale, a migliaia di movimenti durante ogni allenamento. Se questi vengono eseguiti in presenza di deficit di forza, rigidità articolari o alterazioni della tecnica, il rischio di sviluppare patologie da sovraccarico aumenta.
Tra le problematiche più frequenti troviamo la cosiddetta spalla del nuotatore, una sindrome dolorosa dovuta all'infiammazione dei tendini della cuffia dei rotatori e al conflitto subacromiale, particolarmente comune nei nuotatori che si allenano con elevati volumi.
L'importanza dell'allenamento "a secco"
Per migliorare le prestazioni e ridurre il rischio di infortunio non basta allenarsi in acqua.
Sempre più preparatori atletici e fisioterapisti inseriscono nei programmi del nuotatore il cosiddetto allenamento a secco, ovvero la preparazione atletica eseguita fuori dalla piscina che ha l'obiettivo di preparare il corpo alle richieste dello sport.
Un programma ben strutturato dovrebbe comprendere esercizi per il rinforzo della cuffia dei rotatori, il controllo delle scapole, il potenziamento del core, la mobilità della colonna toracica e delle spalle, oltre ad attività dedicate all'equilibrio e al controllo neuromuscolare.
Lavorare su questi aspetti permette di rendere la bracciata più efficiente, migliorare la postura durante il gesto tecnico e distribuire meglio i carichi sulle articolazioni.
Il ruolo della fisioterapia nella prevenzione
Molti sportivi si rivolgono al fisioterapista solo quando compare il dolore. In realtà, una valutazione preventiva può rappresentare uno strumento prezioso per individuare eventuali limitazioni articolari, deficit muscolari o alterazioni del movimento prima che si trasformino in un infortunio.
Attraverso una valutazione funzionale è possibile analizzare mobilità, forza e controllo motorio, costruendo un programma di esercizi specifici in base alle caratteristiche del nuotatore e agli obiettivi sportivi.
Quando invece il dolore è già presente, un percorso fisioterapico personalizzato può integrare terapia manuale, esercizio terapeutico e, quando indicato, terapie strumentali come Tecarterapia o Onde d'urto, con l'obiettivo di ridurre il dolore e favorire un ritorno graduale all'attività.
Nuotare meglio significa prepararsi meglio
Che il tuo obiettivo sia completare qualche vasca in più, preparare una gara o semplicemente mantenerti in forma durante l'estate, la preparazione fuori dall'acqua è parte integrante dell'allenamento.
Presso Galileo18, fisioterapisti e professionisti del movimento accompagnano gli sportivi in percorsi dedicati alla prevenzione, al recupero dagli infortuni e al miglioramento della performance. Perché il modo migliore di vivere il nuoto è farlo con un corpo preparato, efficiente e libero dal dolore.